Portare il dibattito dentro le caserme
Il movimento dei “Proletari in divisa” fu un’area organizzata di militari di leva politicamente radicalizzati, nata a fine anni Sessanta dentro il clima del ’68–’77, che lottò per democratizzare la vita di caserma e avvicinare i soldati al movimento operaio e studentesco. Un movimento rivendicativo e politico interno alle Forze Armate (allora formate da militari di leva), sorto nell’area di Lotta Continua.
Origini e contesto storico
I “Proletari in divisa” nascono tra il 1969 e il 1970, quando alcuni militanti di Lotta Continua entrano in leva e provano a “tradurre” dentro le caserme le istanze del movimento studentesco e operaio. Il contesto è quello del “lungo Sessantotto” italiano, con forte conflittualità sociale, consigli di fabbrica, gruppi extraparlamentari e le prime forme di autonomia operaia.
Il ragionamento di fondo era che i soldati di leva fossero perlopiù giovani proletari, operai o studenti. Si vedevano privati di quindici mesi della loro vita per sottoporsi a un’organizzazione gerarchica che, come unico scopo, aveva la soppressione delle idee e dei diritti del popolo.
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